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Limpidi valori e buon esempio: il miglior patrimonio per i giovani

di Francesco Maria Gennaro


I limpidi valori e il buon esempio: il miglior patrimonio per i giovani

Viviamo un tempo di regressione sociale, nell’ascolto e nel confronto, nei punti fermi e nelle connessioni. Si è certamente più soli di ieri. E’ il tempo che scorre con il rinnovarsi delle tecnologie, probabilmente. I cambiamenti, inesorabili, necessitano però di contrappesi, di ancore salde.

La biografia di Pancrazio Gennaro è un’ancora salda, perché parla la lingua dei limpidi valori e del buon esempio.

L’impegno di un uomo generoso che non si è risparmiato mai, per il bene comune; che ha ascoltato chiunque, a qualsiasi ora, di qualsiasi giorno, tendendo sempre una mano a chi era rimasto indietro; che ha dedicato il suo impegno per gli altri, senza calcoli; che ha interpretato fedelmente i principi del Socialismo riformista, progettuale e solidale; che ha studiato e si è aggiornato costantemente durante tutta la sua vita; che ha prestato le proprie competenze per favorire le migliori condizioni per la partecipazione delle persone; che poneva le basi per il ricambio, a cominciare dal proprio.

Ecco perché è stata lungimirante e coerente la scelta dell’Amministrazione di San Pancrazio salentino di intitolargli il centro polifunzionale giovanile. Un polmone sociale e culturale rivolto principalmente alle generazioni di studenti, un perno di aggregazione e crescita, un laboratorio di idee, un luogo dove potersi riunire e studiare e confrontarsi.

Lo ricordo anche nella maniera in cui mi viene raccontato da chi ancora mi ferma per strada o mi cerca per telefono orgoglioso di averlo conosciuto e desideroso di rispolverare un aneddoto: un visionario razionale, estremamente preparato, motore costante di iniziativa, di progettualità e di inclusione.

Ai suoi tempi, votava quasi il 90% dell’elettorato, perchè c’era un legame forte con la propria gente, si sentiva forte una responsabilità pubblica che si praticava senza barriere e con un cospicuo bagaglio di conoscenza.

Non era un super eroe o un extraterrestre, ma un umile uomo perbene, che ha lasciato una traccia solida. Come innumerevoli persone che hanno ben svolto il proprio compito, per gli altri, e che possono rappresentare, con la loro memoria, la bussola di piccole, medie o grandi comunità, il patrimonio donato ai giovani perché non si perdano e, invece, si intestino una rinnovata affermazione collettiva.

La forza dei valori in cui credeva non si è fatta mai scalfire dalle difficoltà e dalle delusioni, ha affrontato ogni sfida. Un grande Presidente come Sandro Pertini asseriva che “nella vita, talvolta, è necessario saper lottare non solo senza paura, ma anche senza speranza”. Il percorso è stato anche fatica e sforzo, sacrifici e ruvidità; un percorso fatto di molte rinunce per i princìpi in cui si crede. Anche questa è la tessera di quel mosaico di esempi che portiamo in eredità.

Si sarebbe vergognato se si fosse parlato di lui autoreferenzialmente, non lo avrebbe permesso. Sarà prezioso, quindi, ritrovarci il 26 maggio, per ricordare sì un grande Uomo, attraverso il contributo di importanti personalità amiche che ci aiuteranno a fotografare le principali parentesi biografiche (l’impegno amministrativo nella sua San Pancrazio, l’attività politica nel Partito Socialista in provincia di Brindisi ed in provincia di Lecce, la sua funzione di riferimento riformista a Lecce anche nella Seconda Repubblica, la sua intensa e lunga spinta propulsiva al Co.Re.Co., l’intuizione della rivista mensile per gli Enti locali “Città & Servizi”, la sua appassionata e preziosa attività di consulenza in favore di numerosi Enti locali), ma soprattutto per guardare avanti con ritrovata fiducia, trasmettendo un paniere di piccole buone cose ad una nuova leva propensa a declinare al futuro lo spirito di quelle direttrici.

E la scelta, per quanto forse simbolica e modesta, di dedicare – nel suo ricordo – annualmente all’Ateneo salentino una borsa di studio o un premio universitario è un’impronta che prosegue il cammino intrapreso.

A venerdì!

 

Francesco Maria Gennaro

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